CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | tartaruga acquatica

Mi hanno regalato una tartaruga acquatica!

Da dove vengono le tartarughe acquatiche?

La definizione più corretta per queste specie è “tartaruga semi-acquatica” perché in realtà trascorre la maggior parte del tempo fuori dall’acqua.
In cattività si trovano più comunemente le specie Trachemys scripta elegans (dalle orecchie rosse) e la Trachemys scripta scripta (dalle orecchie gialle).
Sono specie che vivono nella zona sud-orientale degli Stati Uniti e in Messico. Il loro habitat è rappresentato da paludi, laghi e fiumi a decorso lento e prediligono le rive coperte di vegetazione e i banchi di sabbia, dove vanno a prendere il sole. Si adattano comunque a qualsiasi ambiente d’acqua dolce in climi temperati.

In quali condizioni vanno tenute?

Bisogna avere un acquario/terrario oppure uno stagno, in cui vi sia acqua dolce pulita e una zona asciutta su cui possano stare per prendere il sole (o gli UV artificiali) durante il giorno. L’acquario ideale per le tartarughe semiacquatiche dovrebbe avere: un filtro per l’acqua, un metodo di riscaldamento dell’acqua, un termometro, una zona asciutta con una lampada ad infrarossi e relativo termostato, luce ultravioletta con un temporizzatore, piante acquatiche e piante terrestri.

La zona asciutta dovrebbe essere abbastanza spaziosa da poter ospitare tutti i soggetti presenti nell’acquario, perché possano stare al sole (o alla luce) e dotata di una piccola rampa per facilitare l’accesso alle tartarughe. Mentre la zona d’acqua dovrebbe avere una profondità minima di 20 cm in modo che le tartarughe possano nuotare e fare esercizio.
Mantenere l’acqua pulita e senza residui alimentari è il miglior modo per prevenire la formazione di alghe e di conseguenza malattie cutanee delle tartarughe.
Sebbene queste specie possano tollerare un range di temperatura piuttosto ampio (tra i 16 e i 31 ºC), la temperatura ottimale dell’acqua è tra 24 e 28 ºC. La temperatura ambientale non è molto importante ma l’ideale è che non sia troppo diversa rispetto a quella dell’acqua, in modo da evitare bruschi sbalzi, per cui dovrebbe mantenersi tra i 24 e i 26 ºC, cosa fattibile utilizzando una lampada ad infrarossi collegata ad un termostato.
Quando la temperatura dell’acqua scende sotto i 10-12 ºC, stimola le tartarughe ad entrare in ibernazione. Nel loro habitat naturale queste specie non vanno mai in letargo, per cui sarebbe raccomandabile evitare che entrino in ibernazione.
In generale hanno bisogno di un minimo di 3 ore al giorno di sole diretto (non attraverso i vetri delle finestre); se non fosse possibile esporle al sole, si può utilizzare l’illuminazione artificiale specifica che emette raggi ultravioletti di tipo B, in questo caso saranno necessarie 8-10 ore di esposizione.
Dato che, come già accennato, nel loro habitat queste tartarughe non vanno in letargo, con una corretta gestione dell’acqua-terrario è possibile crear loro le condizioni ideali e il più possibile simili al loro ambiente naturale.

Come devo alimentarle?

Le tartarughine piccole possono essere alimentate tutti i giorni, poi man mano che crescono bisognerà diminuire la frequenza fino ad arrivare a 2 o 3 volte alla settimana. E’ sempre importante evitare che i residui degli alimenti rimangano nell’acqua, perché decomponendosi possono contaminarla.
Queste specie, durante la prima fase di accrescimento, necessitano soprattutto di alimenti proteici come pesciolini interi, pezzettini di pesce e lombrichi; ma è importante abituarle fin da piccole a mangiare un poco di verdura, come per esempio tarassaco, trifoglio o carote grattugiate.
I pellet specifici per tartarughe che si trovano nei negozi possono rappresentare un buon alimento, sempre che siano indicati da un Veterinario esperto in medicina degli animali esotici. L’alimentazione con gamberetti essiccati non è conveniente, soprattutto se diventa esclusiva e somministrata in grandi quantità, poiché può provocare costipazione e gravi carenze nutrizionali.
Durante la fase di accrescimento e in particolar modo quando le tartarughe non possono ricevere la luce solare diretta, sarà fondamentale dare integratori specifici che contengano Vitamina D e Calcio.

Come posso capire se la mia tartaruga è malata?

I primi sintomi che possiamo osservare in una tartaruga d’acqua malata sono legati alla perdita della vitalità. In genere alle tartarughe non piace essere manipolate, per cui appena prese in mano tendono ad introdurre la testa sotto il carapace oppure muovono le zampe come per scappare. Se osserviamo un cambiamento in questo comportamento dovremmo sospettare che qualcosa di strano sta succedendo.
Altri segnali di sofferenza possono essere: la mancanza di interesse per il cibo preferito, quando offerto con la solita frequenza; la difficoltà di nuotare , l’incapacità di immergersi oppure il nuotare lateralmente, rimanere fuori dall’acqua più tempo del consueto. Sintomi clinici più evidenti possono essere: carapace molle, secrezioni nasali e oculari, occhi gonfi e chiusi.

Quando riceviamo una tartarughina in regalo oppure decidiamo di acquistarla, la cosa migliore da fare è portarla ad una visita da un Veterinario esperto che possa controllarla e dare tutte le indicazioni per la corretta gestione. Inoltre saranno necessarie visite periodiche per valutare il regolare accrescimento e prevenire in questo modo carenze metaboliche e malattie ad esse relazionate.