Sette. Tutti Uguali.

Per loro tutti i giorni della settimana sono uguali.
Quest’estate puoi programmare le visite di base, i vaccini, e le principali prestazioni di routine anche la Domenica.
Fino a tutto settembre, infatti, abbiamo deciso di “abolire i giorni festivi” e quindi di non applicare nessun Listino Festivo sulle Visite Mediche fatte di domenica.
Potrai prendere un appuntamento ed organizzarti al meglio in una giornata con meno traffico e con più tempo libero a tua disposizione.
Chiedi maggiori informazioni al nostro centralino: 06 7236171,
oppure fissa già ora il Tuo appuntamento per la prossima Domenica!

CVRS a MilanoVetExpo 2018

CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | Milanovetexpo 2018

CVRS a MilanoVetExpo 2018 CVRS – Policlinico Veterinario Roma Sud a MilanoVetExpo CVRS a MilanoVetExpo 2018
10-11 marzo 2018
STAND D31

MilanoVetExpo è un evento internazionale biennale dedicato al settore veterinario. È un nuovo format congressuale che ha lo scopo di creare e incentivare rapporti di interazione tra Medici Veterinari impegnati nei vari settori della clinica e aziende del comparto.

✱ NOI CI SAREMO. Passate a trovarci!

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Ingresso gratuito previa registrazione.
www.milanovetexpo.it

Il ruolo dell’EEG nella pratica clinica

L’elettroencefalogramma (EEG) è un’indagine importantissima in  neurologia umana ma purtroppo non facilmente accessibile in veterinaria.  Al CVRS – POLICLINICO VETERINARIO Roma Sud abbiamo lavorato diversi anni con delle apparecchiature per umana che però ci consentivano solamente di indagare i pazienti in anestesia. Un’applicazione importantissima dell’EEG in anestesia è per esempio, la valutazione dell’efficacia del trattamento dello stato epilettico: quando abbiamo un paziente in anestesia per il controllo delle convulsioni infatti è importantissimo essere certi che l’attività elettrica convulsiva sia completamente soppressa. Nei casi più gravi l’anestesia è in grado di far cessare le manifestazioni motorie,  ma l’attività elettrica a livello della corteccia cerebrale prosegue causando dei danni anche il riparabili. Con l’EEG in anestesia non è però possibile valutare le crisi parziali, le alterazioni comportamentali, e le alterazioni del movimento.

Presso il CVRS – POLICLINICO VETERINARIO Roma Sud è ora presente un  EEG XLTEK Trex 32 canali con Videometria che ci consente la valutazione del tracciato anche in pazienti svegli, e contemporaneamente di filmarne l’attività (video-EEG). In questo modo è possibile correlare ciò che vediamo clinicamente con l’attività elettrica cerebrale e questo rappresenterà un passo avanti un enorme nella gestione di questi pazienti da un punto di vista diagnostico e soprattutto terapeutico.

Le applicazioni sono molteplici:

– Distinguere clinicamente pazienti con disturbi comportamentali da pazienti con sindromi convulsive parziali  è clinicamente  molto complesso. É questo il caso per esempio di pazienti con  fly catching, tail chasing, head bobbing, movimenti involontari e  quelli con disturbi del sonno.

Questo porta purtroppo a trattare pazienti comportamentali con farmaci antiepilettici, e pazienti epilettici con tecniche comportamentali, e quindi a un fallimento del trattamento. Il video-EEG consente di filmare il paziente  e registrare contemporaneamente l’attività elettrica corticale del paziente, e quindi di arrivare a una diagnosi di certezza e quindi a un trattamento adeguato.

– Un’altra applicazione in cui il video-EEG dimostrerà un passo avanti e norme sarà la gestione dei pazienti con sincope e quelli narcolettici: Il 20% dei pazienti umani con epilessia  refrattaria al trattamento dimostra infatti al video EEG e all’Holter avere episodi sincopali e quindi di origine cardiocircolatoria.

Per ogni informazione relativa al video-EEG potete contattare la Dottoressa Porcarelli del nostro servizio di NEUROLOGIA.

Il trattamento delle convulsioni nel gatto

Le convulsioni nel gatto sono meno frequenti che nel cane, ma molto più complesse da gestire. Le convulsioni ricorrenti (cioè l’epilessia) possono essere classificate come strutturali (cioè causate da una patologia cerebrale identificabile come un’infezione o tumore) o di origine sconosciuta, cosiddette  idiopatiche. Le crisi reattive possono anche essere causate da fattori scatenanti extracranici come malattie metaboliche e intossicazioni; questi attacchi non sono considerati strettamente come  forme  di epilessia. Nei gatti, le cause extracraniche di convulsioni non sono rare e l’epilessia strutturale è più comune dell’epilessia idiopatica. Pertanto, le analisi del sangue, e le indagini diagnostiche specifiche ( risonanza magnetica e esame del liquido spinale) per cercare una causa sottostante potenzialmente trattabile, dovrebbero essere eseguite su qualsiasi gatto presentato con convulsioni. Oltre a trattare la causa sottostante, è necessario prevenire la recidiva delle crisi con farmaci antiepilettici (ad es. Fenobarbitale, Zonisamide, Levetiracetam, vedi Tabella).

FENOBARBITALE

Il Fenobarbitale è il farmaco anticonvulsivante più comunemente raccomandato per controllare l’epilessia nei gatti. È economico, ha un eccellente profilo farmacocinetico e non sembra causare induzione enzimatica epatica o avere lo stesso potenziale epatotossico come nei cani. Gli effetti collaterali che ci possiamo aspettare sono generalmente lievi e transitori e consistono in un aumento dell’appetito, della sete, sedazione e atassia. Una linfoadenopatia generalizzata che si è risolta in seguito alla sospensione del farmaco è stata riportata in un gatto che riceveva il fenobarbitale. Sebbene la somministrazione ogni 24 ore  possa essere adeguata in alcuni gatti, è spesso raccomandata una somministrazione ogni 12 ore per garantire un livello serico stabile.Il range terapeutico dei livelli sierici di fenobarbitale nei cani (15-45 µg / mL) sembra essere applicabile anche ai gatti. In generale, circa il 40-50% dei gatti diventa libero da crisi con  il solo Fenobarbitale, e  un ulteriore 30- 60% è considerato ben controllato. In commercio esiste ora la specialità veterinaria (Soliphen) ma formulata in compresse da 60 mg che la rendono poco pratica  nella terapia del gatto. E’ possibile prescrivere agli animali di peso inferiore 6 kg il luminale a uso umano da 15 mg purché nella ricetta riportiate la dizione: “si prescrive per uso in deroga per animale di peso inferiore ai 6 kg”.

LEVETIRACETAM

Il levetiracetam ha un nuovo meccanismo d’azione e è probabilmente  anche neuroprotettivo. Nei gatti, ha una breve emivita (circa 3 ore), che richiede una somministrazione ogni 8h, che può essere un problema per molti proprietari. Il Levetiracetam ha un eccellente profilo di sicurezza e non ci sono segnalazioni di effetti avversi gravi associati al suo uso in pazienti veterinari. Gli effetti avversi riportati nei gatti sono lievi e possono includere inappetenza, letargia e ipersalivazione transitoria. Uno studio ha valutato il Levetiracetam come terapia aggiuntiva in 10 gatti con epilessia che non rispondevano a Fenobarbitale, e  7 gatti hanno riportato una riduzione del 50% della frequenza delle crisi.
In un recente studio clinico randomizzato, il Levetiracetam è risultato più efficace del Fenobarbital nel controllo di un  gruppo di gatti geriatrici con epilessia audiogenica. Questi gatti soffrono di convulsioni innescate da stimoli uditivi che di solito iniziano con scatti mioclonici ma possono progredire in convulsioni tonico-cloniche generalizzate. Della più recente generazione di farmaci antiepilettici, il Levetiracetam ha il miglior profilo, ed è l’unico farmaco cn documentato efficacia nei gatti.

ZONISAMIDE

La zonisamide si è dimostrata promettente come un farmaco antiepilettico nei cani e nei gatti a livello sperimentale, tuttavia, nessuno studio ha valutato la sua efficacia in una popolazione clinica di gatti epilettici. Uno dei principali vantaggi della Zonisamide nel gatto è la sua lunga emivita, che consente la somministrazione ogni 24 ore. In uno studio di farmacocinetica in gatti normali, sono comparsi effetti collaterali a un dosaggio di  20 mg / kg ogni 24h), principalmente con segni gastrointestinali, depressione e atassia. La dose consigliata è 5-10 mg/kg  ogni 24 ore per bocca. Diverse segnalazioni hanno mostrato effetti avversi gravi, inclusa l’epatotossicità, nei cani trattati con Zonisamide, probabilmente perché la Zonisamide è un derivato del solfonamide. Non sono segnalazioni simili nei gatti, ma è necessario considerare la possibilità di effetti avversi correlati al sulfonamide.

Altri farmaci antiepilettici

Gabapentin e Pregabalin sono farmaci simili usati nei cani per il trattamento del dolore neuropatico e, meno comunemente, delle convulsioni. La farmacocinetica e l’efficacia antiepilettica di questi farmaci non sono state studiate nel gatto, sebbene vi siano descrizioni aneddotiche del loro uso per la gestione delle crisi in questa specie. L’uso del Gabapentin come sedativo nei gatti irritabili, e per l’analgesia nei gatti con dolore muscoloscheletrico è stato descritto. L’uso di Bromuro di potassio e Diazepam orale non è raccomandato nei gatti, poiché questi farmaci sono stati associati rispettivamente a polmonite allergica ed epatite allergica potenzialmente fatale. L’Imepitoina è stata recentemente approvata in Europa per il trattamento di cani affetti da epilessia, ma non ci sono informazioni dispoponibili riguardo la sua sicurezza o efficacia nei gatti.

CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | Trattamento Delle Convulsioni Nel Gatto tabella

Corso base di Neurologia

Corso base di NEUROLOGIA
16 – 17 GIUGNO 2018

RELATORI
Dott. Daniele Corlazzoli
Dott.ssa Laura Porcarelli
presso CVRS _ POLICLINICO VETERINARIO Roma Sud

 

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PROGRAMMA

1° GIORNO

ore 14.30 – 15.15         Localizzazione neuroanatomica 1: Midollo spinale, orto o neuro?
ore 15.15 – 16.00         Localizzazione neuroanatomica 2:  Encefalo
ore 16.00 – 16.30        Pausa Caffè
ore 16.30 – 17.15         Localizzazione neuroanatomica 3: Sistema neuromuscolare
ore 17.15 – 18.00         Sessione casi clinici (localizzazione)
ore 18.00 – 18.30        Discussione
                                       Cena Sociale

2° GIORNO

ore 09.00 – 09.45         Utilità delle radiografie e della TC nel paziente neurologico
ore 09.45 -10.30         Utilità della Risonanza Magnetica nel paziente neurologico
ore 10.30 -11.00         Pausa Caffè
ore 10:45 -11:30         Utilità dell’Elettrodiagnostica : EMG, BAER, EEG
ore 11:30 -12:15         Film reading
ore 12:15 -13:00         Gestione ambulatoriale del paziente paralizzato
ore 13.00 -14.00         Pausa Pranzo
ore 14:00 -14:45         Introduzione alle ernie del disco
ore 14:45 -15:30         Gestione ambulatoriale del paziente epilettico
ore 15.30 -15.45         Pausa caffè
ore 15:45 -16:30        Gestione ambulatoriale del paziente traumatizzato
ore 16:30 -17:15         Casi clinici

 

RELATORE

Dott. Daniele Corlazzoli
Dipl. ECVN Responsabile del CTEC

Si laurea nel 1991 a Milano con lode. Dopo un periodo di studio in Francia, Inghilterra e negli Stati Uniti, lavora nell’area milanese occupandosi esclusivamente di Neurologia e Chirurgia dei piccoli animali. Dal 1995 si trasferisce a Roma dove collabora inizialmente con il Centro Veterinario Gregorio VII, poi con lo Zoospedale Flaminio. Dal 2004 collabora esclusivamente con il CVRS – POLICLINICO VETERINARIO Roma Sud dove si occupa di Neurologia, Neurochirurgia ed Ortopedia. Nel 2010 ha completato un Residency in Neurologia presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna sotto la guida del Prof. Gualtiero Gandini. É Diplomato al College Europeo di Neurologia Veterinaria.

 

Dott.ssa Laura Porcarelli
Resident ECVN

Si laurea presso l’Università degli Studi di Perugia nel 2007 con una tesi sul trattamento chirurgico della spondilomielopatia cervicale caudale nel cane. Collabora con il CVRS – POLICLINICO VETERINARIO Roma Sud dal 2008, occupandosi di Neurologia, Neurochirurgia, Diagnostica per immagini (risonanza magnetica e tomografia computerizzata) ed Elettrodiagnostica (elettromiografia e potenziali evocati, elettroencefalografia e test audiometrico). É membro delle principali società di neurologia italiane (SINVET) ed europee (ESVN) nell’ambito delle quali segue aggiornamenti continui di Neurologia, Neurochirurgia, Elettrodiagnostica e Diagnostica per immagini. É relatrice a corsi e congressi nazionali. É coautrice di lavori e pubblicazioni internazionali sul trattamento della spondilomielopatia cervicale caudale nel cane, sul trattamento dell’epilessia e sulle patologie del sistema nervoso periferico, è coautrice del capitolo di diagnostica per immagini del libro “Oftalmologia veterinaria” di Multari, Guandalini, Sapienza (Poletto editore – 2016). É attualmente impegnata in un percorso per conseguire il diploma europeo in Neurologia Veterinaria (ECVN) sotto la supervisione del Dott. Corlazzoli.

 

MAIN SPONSOR

Cvrs Policlinico veterinario Roma sud | Vet Bros Company sponsor

 

APPROFONDIMENTO

Il trattamento delle convulsioni nel gatto

 

Il ruolo dell’EEG nella pratica clinica

 

COSTO: € 450,00

I referenti abituali CVRS possono iscriversi gratuitamente. Per informazioni e iscrizioni: infocorsi@cvrs.it

 

 

Approccio semplificato all’EMOGAS secondo Stewart

L’insegnamento tradizionale all’emogas di  tipo descrittivo basato sull’equazione di Henderson-Hasselbalch originariamente adottato da negli anni ’50 nei paesi scandinavi da Siggaard-Andersen e successivamente ampliato e modificato negli USA da Schwartz e Relman, (la cosiddetta  “scuola di Boston”), trova  i suoi presupposti nell’equazione di Henderson-Hasselbalch (H-H) in cui il  pH = pKa + log ([HCO3-]/[CO2]) e si basa principalmente su :

1. PH come misura generale dello stato acidobase;
2. PCO2 come misura indipendente della componente respiratoria;
3. Base Excess Standard (SBE o BEecf) come misura indipendente della componente non respiratoria (metabolica).

Tale approccio però non consente sempre una corretta interpretazione fisiopatologica del disturbo acido-base e le principali critiche si basano soprattutto sul fatto che le variabili carboniche sono coinvolte sia nell’acidosi metabolica che in quella respiratoria. Ad esempio considerando la dipendenza della HCO3- dalla Pco2 essa non è misura indipendente della componente metabolica nei disturbi acido-base. Per superare tali problemi, negli anni ‘80 Peter Stewart biochimico americano, introdusse un nuovo tipo di approccio basato su 3 concetti fondamentali :
1. legge di conservazione della massa;
2. l’elettroneutralità;
3. 3 variabili indipendenti:
– Strong Ion Difference (SID), la differenza tra la somma di tutti i cationi forti e quella tra tutti gli anioni forti;
– pressione parziale di anidride carbonica (Pco2 );
– e concentrazione totale di acidi deboli (ATOT).

Misura grafica facilmente ottenibile con software di analisi grafica e che racchiude sia il principio di elettroneutralità tra cationi e anioni nel plasma che le tre variabili indipendenti (SID, Pco2 e Atot) è il gamblogramma.

CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | gamblogramma

Il pH e il contenuto di bicarbonato, secondo l’approccio di Stewart, sono variabili dipendenti e quindi si modificano in relazione all’andamento delle 3 variabili indipendenti. Gli Ioni forti vengono definiti come forti in quanto sono sempre dissociati in soluzione, hanno carica elettrica positiva o negativa e sono circondati da una nuvola di molecole d’acqua orientata secondo le forze di attrazione, ed inoltre non partecipano a nessuna reazione chimica. Oltre a sodio e cloro gli ioni forti presenti in misura significativa nel plasma sono potassio (K+ ), calcio (Ca2+), magnesio (Mg2+) e lo ione lattato (LA-).

Nel plasma normale gli ioni forti a carica positiva eccedono gli ioni forti a carica negativa di circa 38-42 mEq/L. Questa differenza di carica, viene chiamata SID nell’ approccio di Stewart ed equivale al Base Buffer (BB) secondo l’approccio classico di H-H.

Ad esempio una SID di 42 mEq/L implica la presenza di 42 mEq/L di eccesso di ioni forti a carica positiva che devono essere equilibrati da un numero uguale di cariche negative differenti dagli ioni forti (HCO3-, Albumine, Solfati etc) sempre con il fine di consentire l’elettroneutralità tra cationi ed anioni.

Una grossa differenza tra l’approccio classico e quello di Stewart è il grande contributo degli elettroliti (Ioni Forti) nel determinismo dell’equilibrio acido-base in quest’ultimo modello.

 

CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | Approccio Semplificato All’emogas Secondo Stewart

Ruolo degli elettroliti e della fluidoterapia perioperatoria nella correzione degli squilibri acido-base

Ben descritto da molti anni il ruolo dei fluidi nella genesi dei disturbi acido-base nel periodo perioperatorio e grande contributo alla loro spiegazione viene dall’approccio di Stewart all’emogas.

L’infusione di larghi volumi di sodio cloruro 0,9% ad esempio è causa di acidosi ipercloremica. Anche se al momento attuale ancora non è chiaro l’impatto dell’ acidosi sull’ outcome del paziente; la presenza post-infusione di valori elevati di PH, BE, in presenza di alti livelli di cloro, comporta ad esempio riduzione della perfusione splancnica e del valore di GFR renale. Il modello classico (H-H) spiega l’acidosi come diluizione ad opera dei fluidi dei bicarbonati (HCO3-) nel volume extra-cellulare, e come cambiamento di equilibro tra bicarbonati, emoglobina e proteine. Tale approccio, pur essendo in grado di spiegare e predire con modelli diluizionali il calo del PH in seguito all’uso di soluzioni saline, non è in grado di predire parimenti gli effetti delle soluzioni infusionali contenenti bicarbonato, lattato, gluconato o acetato.

Per tale motivo l’approccio di Henderson-Hasselbalch risulta per molti autori incompleto nella spiegazione del fenomeno. Stewart viceversa da una spiegazione del fenomeno del tutto differente.
Ogni fluido infisionale ha carica positiva netta pari a 0 (Elettroneutrale) ma possiede un proprio valore di STRONG ION DIFFERENCE (SID) una volta che l’organismo metabolizza completamente le componenti di anioni organici della soluzione (Lattato, Acetato o Gluconato) o allontana il bicarbonato come Co2. Tale differenza di SID della soluzione media il valore SID plasmatico e quindi il valore acido-base del paziente in funzione del volume di infuso totale e della sua velocità di infusione.

Questi i valori di SID nell’organismo dei principali fluidi :

SODIO CLORURO 0,9 % = SID 0
RINGER LATTATO / ACETATO = SID + 29
ELETTROLITICA REIDRATANTE III = SID + 55

Altra regola derivata dai lavori del gruppo di Gattinoni (Carlesso 2011) prevede come la SID della soluzione diluente si metta in rapporto con la SID plasmatica in relazione alle dosi ed al valore di HCO3- del ricevente seguendo tale regola generale :
SID soluzione > HCO3- ricevente = tendenza all’ alcalosi
SID soluzione = HCO3- ricevente = effetto neutrale
SID soluzione < HCO3- ricevente = tendenza all’ acidosi

Seguendo tale regola si può osservare come in alcune situazioni cliniche l’affermazione che vede nella soluzione di Ringer Lattato/Acetato una soluzione sempre tendente alla formazione di alcalosi, in realtà non sia reale. Ad esempio nei pazienti con alcalosi metabolica e valori di HCO3- uguali o maggiori a 29 meq/L ecco che la soluzione di Ringer tende alla genesi di acidosi al posto dell’alcalosi.

Altri esempi dell’applicazione dell’approccio di Stewart alla clinica di tutti i giorni riguarda ad esempio la spiegazione dell’ effetto alcalinizzante del Bicarbonato di Sodio o della furosemide. La somministrazione in infusione di Bicarbonato di Sodio nei pazienti comporta un aumento della colonna dei cationi (apporto di Na) in presenza di una quota di bicarbonato della colonna degli anioni che si trasforma in Co2 e quindi viene allontanata dall’organismo, alterando quindi la SID plasmatica finale dei pazienti. Per questa ragione un paziente che non riesce ad eliminare per via respiratoria la maggior quota di CO2 proveniente dai Bicarbonati non ottiene nessun effetto alcalinizzante, proprio perché la colonna delle cariche negative (anioni) rimane invariata e di conseguenza rimane invariato anche il valore di SID plasmatico.

La furosemide viceversa comporta un effetto alcalinizzante definito da “contrazione del volume di acqua” a causa dell’aumento di escrezione urinaria di acqua libera e per la maggiore quota di escrezione del Cloro nelle urine; effetti che entrambi provocano un aumento della SID del paziente. Grazie alla rivalutazione dell’approccio di Stewart all’emogas ed un approccio semplificato alle sue teorie è ora possibile una migliore gestione dell’equilibrio acido-base dei nostri pazienti, controllando e modulando la concentrazione dei principali elettroliti plasmatici (Na e Cl) in funzione sia alle diverse tipologie di liquidi infusionali disponibili, sia in relazione alla frazione di escrezione urinaria dei principali elettroliti coinvolti nella regolazione della SID.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Corso base di EMOGAS

Corso base di EMOGAS secondo l’approccio di Stewart
12 – 13 MAGGIO 2018

RELATORI
Dott. Roberto Rabozzi
presso CVRS _ POLICLINICO VETERINARIO Roma Sud

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PROGRAMMA

1° GIORNO
ore 14.00 – 14.30         Registrazione partecipanti
ore 14.30 – 15.15         Perchè l’emogas è uno strumento fondamentale nella mia pratica clinica
ore 15.15 – 16.00         Equilibrio acido-base secondo Stewart reso semplice – parte 1
ore 16.00 – 16.30        Coffe break
ore 16.30 – 17.15         Equilibrio acido-base secondo Stewart reso semplice – parte 2
ore 17.15 – 18.00         Gestione dell’emogas nella mia pratica clinica (Nova Biomedical)
ore 18.00 – 18.30        Domande e risposte
                                       Cena Sociale 

2° GIORNO
ore 09.00 – 10.45       Fluidi ed emogas : perchè non ne posso fare a meno! Come utilizzare i principali fluidi a
                                      disposizione per correggere squilibri acido-base)
ore 10.45 – 11.15         Coffe break
ore 11.15 – 13.00         Utilità dell’Emogas nelle principali patologie d’organo ( dalla diagnosi alla terapia ):
                                      – Ipoperfusione e deficit energetico
                                      – Insufficienza epatica
ore 13.00 – 14.00       Pausa pranzo
ore 14.00 – 15.30       Utilità dell’Emogas nelle principali patologie d’organo (dalla diagnosi alla terapia):
                                     – Insuffcienza renale
                                     – Paziente intracranico
ore 15.30 – 16.00       Coffe break
ore 16.00 – 17.00       Casi clinici interattivi e consigli pratici

 

RELATORE

Anestesista e Terapista Intensivo, attuale direttore scientifico reparto di Anestesia e Terapia Intensiva presso il CVRS – POLICLINICO VETERINARIO Roma Sud. Dal 2010 direttore dei corsi di Anestesia Intravenosa (TIVA-TCI) e di Cardio-Anestesia organizzati da SCIVAC. Relatore di Anestesia al percorso di formazione pluriennale SCIVAC e relatore ai corsi di Anestesia e Terapia Intensiva Performat/Università di Padova. Docente al MASTER di II livello in Anestesia Veterinaria presso l’Università di Pisa e docente presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli per i Corsi post-laurea di perfezionamneto in anestesia. Dal 2010 borsista di ricerca presso la cattedra di Cardiochirurgia e Chirurgia Vascolare – Facoltà di Medicina – Università di CHIETI e docente a contratto dal 2012 al 2015 presso la stessa cattedra del corso di Metodologia Statistica per la ricerca clinica. Autore di 20 articoli internazionali indicizzati Medline, con 4 pubblicazioni inerenti sia la stratificazione del rischio cardiochirurgico nell’Uomo che la verifica flussimetrica del bypass aorto-coronarico (CABG).

 

MAIN SPONSOR

Cvrs Policlinico veterinario Roma sud | Nova Biomedical sponsor

APPROFONDIMENTO

Approccio semplificato all’EMOGAS secondo Stewart

 

COSTO: € 450,00

I referenti abituali CVRS possono iscriversi gratuitamente. Per informazioni e iscrizioni: infocorsi@cvrs.it

 

Il ruolo della radiologia nel paziente cardiopatico

La radiologia nel paziente cardiopatico non può e non deve essere usata come metodica diagnostica (ruolo dell’ecocardiografia) ma certamente ci aiuta a restringere il campo delle varie diagnosi differenziali ed è il gold standard per il monitoraggio della condizione polmonare nei pazienti cardiopatici.

CANE

CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | Ruolo Della Radiologia Nel Paziente Cardiopatico

Quando approcciamo alla lettura di un torace di un paziente cardiopatico non dobbiamo mai dimenticare di eseguire una valutazione completa e non dobbiamo fermarci alla sola valutazione di alcune parti. Seguiremo quindi uno schema fisso (eccentrico; concentrico; ecc.ecc.). Dopo aver studiato i tessuti molli extra- toracici ed i tessuti duri possiamo iniziare a valutare l’area cardiaca. L’ombra del cuore comprende il pericardio, liquido pericardico, miocardio, endocardio, sangue, valvole, vasi, nervi e grasso ed il suo studio prevede almeno due proiezioni radiografiche, una sagittale all’altra.

 

 

CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | Ruolo Della Radiologia Nel Paziente Cardiopatico

Il metodo VHS (Vertebral heart size) usato universalmente per determinare le dimensioni dell’area cardiaca in radiologia veterinaria presenta molte incertezze per la elevatissima variabilità del range di normalità.

 

 

 

 

CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | Ruolo Della Radiologia Nel Paziente CardiopaticoLa misurazione viene fatta utilizzando una radiografia in proiezione laterale. Le dimensioni dell’asse lungo e dell’asse corto cardiaco (vedi radiogramma esplicativo) vengono portate sulla colonna vertebrale con inizio di entrambe i segmenti sul margine craniale di T4. Si conterà il numero delle vertebre che i segmenti copre ed i due valori si sommano tra loro. I valori normali sono 9,5 +/- 0,5 (Buchanan 1995) per i cani e <8 per i gatti. Le diverse razze presentano diversità importanti. Si consiglia quindi, quando presenti, di utilizzare i valori numerici legati alle singole razze.

 

Il cane con scompenso cardiaco sinistro presenterà un pattern polmonare prevalentemente alveolare a localizzazione peri-ilare associato ad un aumento di volume del settore cardiaco sinistro (verticalizzazione del margine sinistro del cuore e bulging dell’auricola, innalzamento della vena cava caudale). Nei casi avanzati anche i lobi caudali possono essere colpiti dal pattern alveolare. La distribuzione è solitamente simmetrica, ma può essere anche asimmetrica (con maggiore interessamento del lobo caudale destro). L’insufficienza cardiaca congestizia destra deve essere sospettata nei pazienti con ascite, eventualmente associata a versamento pleurico e edema periferico. In presenza di versamento pleurico isolato, è improbabile che una cardiopatia ne sia responsabile. L’insufficienza cardiaca destra può conseguire a versamento pericardico, a cardiopatie destre o ipertensione polmonare. È particolarmente importante distinguere queste ultime due condizioni dal versamento pericardico caratterizzato da cardiomegalia generalizzata (non localizzabile ad una singola camera cardiaca) con margine cardiaco caudale convesso e vasi polmonari di piccole dimensioni I margini cardiaci risultano particolarmente nitidi (il versamento attutisce di molto le vibrazioni cardiache) e non si nota innalzamento del margine craniale della vena cava caudale. Le cardiopatie destre presentano ingrandimento cardiaco destro rilevabile radiograficamente dall’aumentato contatto sternale del margine destro cardiaco, dall’aumento dell’asse corto nelle proiezioni laterali associato a vasi polmonari di dimensioni piccole/normali. In presenza di ipertensione polmonare (tromboembolismo polmonare, filariosi cardiopolmonare, ipertensione polmonare idiopatica) i vasi polmonari sono tipicamente di dimensioni aumentate e possono presentare troncature in caso di tromboembolismo. E’ tipica nelle proiezioni ventrodorsale o dorsoventrale la forma “a D rovesciata”dell’ombra cardiaca.

 

GATTO

CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | Ruolo Della Radiologia Nel Paziente Cardiopatico

 Spesso nei felini l’ombra cardiaca non varia in forma e dimensione anche in presenza di insufficienza cardiaca. Diversamente dal cane lo scompenso cardiaco sinistro può causare non solo pattern alveolare (di solito non peri-ilare ma diffuso associato a patire interstiziale) ma anche versamento pleurico.

Lo scompenso cardiaco destro può causare versamento pleurico e/o epatomegalia e versamento addominale. Poiché in presenza di versamento pleurico la silhouette cardiaca può essere di difficile valutazione, risulta particolarmente importante valutare le dimensioni dei vasi polmonari che risultano sovente di dimensioni aumentate (sia arterie che vene) in corso di insufficienza cardiaca congestizia sinistra. In corso di versamento pleurico sarà necessario ripetere lo studio radiografico dopo drenaggio toracico per poter studiare la silouette cardiaca ed i diametri dei vasi polmonari (lobari craniali nelle proiezioni laterali e i lobari caudali nelle proiezioni ventrodorsale o dorsoventrale).

 

Corso base di Radiologia Toracica

Corso base di RADIOLOGIA TORACICA
14 – 15 APRILE 2018

RELATORE
Dott. Paolo Cortelli Panini
presso CVRS _ POLICLINICO VETERINARIO Roma Sud

 

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PROGRAMMA

 

1° GIORNO
ore 14.00 – 14.30         Registrazione partecipanti
ore 14.30 – 15.15          Fisica delle radiazioni: Usiamo in modo corretto il nostro apparecchio RX
ore 15.15 – 16.00          Lettura, percezione e riconoscimento: saper scomporre l’immagine RX
ore 16.00 – 16.30        Coffe break
ore 16.30 – 17.15          Anatomia radiografica del torace parte prima
ore 17.15 – 18.00         Anatomia radiografica del torace parte seconda
ore 
18.00 – 18.30        Spazio riservato Demas
Cena Sociale 

2° GIORNO
ore 09.00 – 9.45         Anatomia radiografica del torace parte terza
ore 09.45 -10.15         Malato o “diversamente sano”?
ore 10.15 – 10.45        Esofago e trachea: potenzialità e limiti della radiologia
ore 10.45 – 11.15        Coffe break
ore 11.15 – 11.45         Masse in torace: Nulla di nuovo, ribadiamo concetti base
ore 11.45 – 12.30        Alveolare, bronchiale: dalla teoria alla pratica
ore 12.30 – 14.00       Pausa pranzo
ore 14.00 – 14.40       Interstiziale, vascolare: dalla teoria alla pratica
ore 14.40 – 15.15        Refertazione: obbligo morale io la faccio così
ore 15.15 – 15.45        Coffe break
ore 15.45 – 16.45       Casi clinici da discutere insieme
ore 16.45 – 17.00       Spazio per discussione e chiusura corso

 

RELATORE

Si laurea nel 1992 a Perugia e lavora a Todi e a Terni fino al 2013. Dal 1993 si interessa di radiologia ed endoscopia. Istruttore Scivac di radiologia toracica ed addominale dal 2001 al 2005. Relatore in seminari di radiologia a Cavriago, Perugia, Roma, Cremona. Lavora dal 2013 come consulente al CVRS – POLICLINICO VETERINARIO Roma Sud dove si occupa di Radiologia ed Endoscopia del cane e del gatto.

 

APPROFONDIMENTO

Il ruolo della radiologia nel paziente cardiopatico

 

 

COSTO: € 450,00

I referenti abituali CVRS possono iscriversi gratuitamente. Per informazioni e iscrizioni: infocorsi@cvrs.it

 

 

Filariosi: come

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Presente in alcune zone d’Italia, ora si sta diffondendo anche nel territorio laziale.

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