Sindrome di Wobbler

Sindrome di Wobbler: oltre al dolore, può provocare una grave paralisi degli arti: scopri cosa puoi fare.

Cosa è: La sindrome di Wobbler o Spondilomielopatia cervicale caudale (SMC) colpisce soprattutto i cani di taglia grande che superano i 3 anni di età, in particolare Doberman, Weimaraner e Dalmata, ma anche giovani esemplari di razze giganti come il Bull Mastiff, l’Alano, il Corso e il Dogue di Bordeaux.

Sintomi: Dolore e difficoltà di coordinazione degli arti, fino ad arrivare alla tetraparesi e alla tetraplegia: questi i principali sintomi della malattia, che può manifestarsi in forma lieve o molto grave. E’ però importante sottolineare che nella maggior parte dei casi il dolore cervicale non è uno dei segni più evidenti dell’insorgere della sindrome.

Diagnosi: La risonanza magnetica è l’indagine più accurata e sicura per diagnosticare la malattia, mentre la TAC – spesso richiesta dal chirurgo per preparare l’intervento – non può esser considerata un’alternativa, a meno che non venga eseguita con mezzo di contrasto. La TAC diventa invece fondamentale nei controlli post-operatori, quando si utilizzano impianti vertebrali.

Cure: Per i pazienti che sono ancora in grado di camminare deve essere osservato un periodo di riposo assoluto di 4 settimane abbinato a esercizi di fisioterapia e all’uso di antiinfiammatori associati a un gastroprotettore. Ciononostante, la probabilità che un trattamento farmacologico risulti efficace è molto bassa e riguarda 4 pazienti su 10. Se il cane non mostra miglioramenti la malattia può degenerare in tetraparesi non deambulatoria e in questo caso bisogna necessariamente ricorrere all’intervento chirurgico.