Patologie discali – ernia del disco

CVRS Policlinico Veterinario Roma Sud | ernia del discoChe cosa è un ernia del disco?

L’ernia del disco è la patologia della colonna vertebrale più frequente nel cane, mentre nel gatto è molto rara.

Il disco intervertebrale è una parte dell’articolazione tra le vertebre e consente flessione estensione e rotazione della colonna.
In pratica è formato da un area centrale gelatinosa (nucleo polposo) mantenuta in sede da un anello fibroso o annulus.

La degenerazione progressiva del nucleo polposo può iniziare già al secondo mese di vita nei Bassotti, e da un punto di vista macroscopico si trasforma da gelatinoso trasparente, a un tessuto grigio biancastro fibrocartilagineo che perde le sue caratteristiche meccaniche. Cani condrodistrofici (Bassotto, Pechinese, Bulldog francese, Beagle) possono avere il 75-90% del nucleo polposo degenerato entro il primo anno di vita.

L’alterazione delle proprietà elastiche del nucleo polposo causa un aumento delle forze trasmesse dal nucleo stesso all’anello fibroso che lo mantiene in sede. Quando l’anello fibroso cede, il materiale discale si sposta nel canale vertebrale comprimendo il midollo spinale e le radici nervose.

I segni clinici possono variare dalla sola dolorabilità fino alla paralisi con perdita di sensibilità dolorifica profonda.
La principale differenza rispetto all’ernia del disco nell’uomo è rappresentata dalla gravità. Le compressioni discali più frequenti nell’uomo sono quelle lombari con compressione esclusivamente dei nervi spinali, mentre nel cane e nel gatto, per differenze anatomiche legate alla terminazione del midollo spinale, le compressioni sono prevalentemente a carico del midollo spinale. Le compressioni del midollo spinale a differenza di quelle dei nervi periferici possono indurre lesioni gravi in funzione della dimensione, della velocità di insorgenza e soprattutto della durata. Per questo motivo pazienti con segni clinici gravi, o che non migliorano con il trattamento iniziale ,dovrebbero essere indagati con urgenza.

Quali cani vengono colpiti più spesso da ernia del disco?

Di solito giovani adulti, in particolare di razze cosiddette condrodistrofiche ( che si riconoscono spesso per aver zampe corte e corpi lunghi come il Bassotto), ma non solo.

Il bassotto è senza dubbio la razza più colpita dall’ernia del disco.

La causa più frequente è la degenerazione discale, e solo raramente un trauma. La degenerazione del nucleo del disco causa una riduzione della capacità di assorbire carichi, che vengono scaricati sull’annulus che può tendere a fissurarsi e a permettere l’erniazione del nucleo stesso.

Dr Hansen

Grazie agli studi del Dr Hansen le ernie del disco nel cane sono distinte in discopatie Hansen tipo 1 ( degenerazione condroide del nucleo ed estrusione) e discopatie Hansen tipo 2 ( degenerazione fibrosa del nucleo e protrusione). Le discopatie Hansen tipo 1 sono più frequenti nei cani di piccola taglia, quelle di tipo 2 nei cani di grossa taglia.

Hansen tipo 1

Sono colpiti più spesso giovani adulti di razze di piccola taglia, ma possono esser colpiti anche cani di razza medio grande.
La sintomatologia è tipicamente acuta e la gravità dipende dalla quantità di materiale che si sposta contro il midollo spinale e dalla velocità con cui si sposta. I pazienti meno gravi hanno solo dolore lombare, quelli più gravi possono manifestare anche da una lieve debolezza e incoordinazione, fino a una paralisi degli arti posteriori, talvolta con perdita della sensibilità.

 

Hansen tipo 2

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Questo tipo di discopatia è più frequente nelle razze medio-grandi, soprattutto nel Pastore tedesco.
Nel Pastore tedesco sono frequenti le ernie del disco, in particolare le ernie Hansen 2.

Nelle degenerazioni di tipo 2 si assiste a degenerazione fibroide del nucleo polposo. Il nucleo polposo degenerato tende a causare fissurazioni parziali dell’anello fibroso, protrusione di parte dell’annulus dorsalmente e compressione spinale. Di solito lo strato esterno dell’annulus rimane intatto, non ci sono evidenti emorragie e le calcificazioni sono rare. Occasionalmente l’annulus si fissura completamente e frammenti di nucleo degenerato si spostano contro il midollo spinale.
La sintomatologia è di solito progressiva con episodi anche acuti che tendono a ripetersi con gravità crescente, ma a volte può anche presentarsi in modo acuto. Il dolore alla colonna non è riconoscibile nella maggior parte dei casi. Nelle fasi inziali questi pazienti tendono a migliorare con trattamenti sintomatici, ma la maggior parte di questi pazienti evolve verso una paralisi progressiva se non vengono operati.

Come posso capire che il mio cane ha un’ernia del disco?

Il segno clinico più frequente è il dolore che può manifestarsi con guaiti, con tremore, con un incurvamento della colonna (cifosi), o in modo meno evidente con una riluttanza al movimento e un’andatura a piccoli passi o con una diminuzione di alcune attività domestiche quali salire sui letti o sui divani, o salire in auto. A volte, soprattutto i piccoli cani tendono a contrarre l’addome come unico segno di dolore e possono essere scambiati per animali con dolore addominale (colica).
I casi più gravi possono avere anche da debolezza e incoordinazione degli arti fino a paralisi completa anche con perdita della sensibilità.

Schermata 2016-02-25 alle 16.23.47Nei pazienti lievi la camminata può essere normale e l’unico segno è spesso il dolore. Nei pazienti più gravi vedremo debolezza, incoordinazione, o paralisi degli arti posteriori.

Come si diagnostica un’ernia del disco?

La visita clinica può consentire di sospettare un’ernia del disco, ma la diagnosi deve essere confermata con indagini specifiche. L’indagine preferita in questi casi è la risonanza magnetica.
Le radiografie consentono di evidenziare in alcuni casi delle alterazioni che possono indirizzare verso un sospetto di ernia del disco, ma per una diagnosi definitiva è necessario effettuare una risonanza magnetica. La tomografia computerizzata ( TAC o TC ) può essere utile in alcuni tipi di ernia del disco, ma spesso necessita comunque di mezzi contrasto ( mieloTc ) che possono in alcuni casi provocare un aggravamento della sintomatologia e per questo motivo è un esame di seconda scelta nella diagnosi dell’ernia del disco nel cane. Per la risonanza e la Tc il paziente deve restare completamente immobile e per questo è necessaria una leggera anestesia.

Quale paziente è un’urgenza?

I pazienti che hanno solo dolore spinale non sono un’urgenza. Di solito consigliamo una risonanza solo quando non migliorano con il trattamento sintomatico nei primi 7-10 giorni.
I pazienti con debolezza o paralisi invece dovrebbero essere valutati più rapidamente possibile con una risonanza magnetica. L’evoluzione dalla debolezza alla paralisi può essere infatti molto rapida e nei pazienti con paralisi e perdita della sensibilità è possibile un trattamento solo nelle prime 36 ore.

Trattamento conservativo

Il trattamento non chirurgico (cosiddetto conservativo) è indicato nei pazienti con dolore con lievi deficit neurologici. La probabilità di successo dipende dalla gravità dell’ernia, e dalla durata della sintomatologia. Il vantaggio principale è poter evitare un intervento chirurgico, lo svantaggio è dato da una minore probabilità di successo e da un’elevata tendenza alla recidiva.
Di solito consigliamo il riposo senza l’uso di antiinfiammatori nei cani di piccola taglia, mentre riposo e antiinfiammatori nei cani di media-grossa taglia. Spesso infatti i cani di piccola taglia con ernia del disco toracolombare tendono a peggiorare gravemente con la terapia antiinfiammatoria. Il riposo deve essere il più completo possibile e deve durare almeno 4 settimane. Durante il riposo è importantissimo che le condizioni cliniche non si aggravino ed è importante quindi un controllo veterinario frequente.
Nei pazienti che tendono a peggiorare durante la terapia è importantissimo poter eseguire una risonanza magnetica al più presto.

Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico è indicato nei pazienti con dolore persistente, e nei pazienti con debolezza o paralisi.
La chirurgia che viene consigliata in questi casi è di solito una miniemilaminectomia che viene eseguita con tecniche mininvasive. Una sala per interventi neurochirurgici deve rispettare degli standard elevati di sterilità e equipaggiamento, e comprendere monitoraggio anestesiologico avanzato, microscopio chirurgico, strumentario per neurochirurgia e microchirurgia e intensificatore di brillanza.
La probabilità di successo è molto elevata, sfiora il 100% nei pazienti con solo dolore alla colonna, e varia dal 70 al 95% nei pazienti con paresi o plegia e sensibilità dolorifica conservata. Pazienti che hanno invece perso la sensibilità agli arti posteriori hanno invece una prognosi riservata.

Cosa succede dopo la chirurgia?

Dopo la chirurgia i pazienti vengono ricoverati per almeno 4 giorni perchè nei primi giorni è molto importante il controllo del dolore post-operatorio e a questo scopo vengono utilizzati antidolorifici che non sarebbe possibile somministrare a casa, e anche per iniziare al più presto la riabilitazione.

Degenza postoperatoria: l’igiene e l’uso dei velli antidecubito sono fondamentali per ridurre il rischio di complicanze e per migliorare il benessere di questi piccoli pazienti.

Quale è il ruolo della fisioterapia?

La fisioterapia dopo l’ernia del disco e utile soprattutto nel caso sia presente una debolezza marcata o una paralisi degli arti posteriori. Le tecniche che utilizziamo sono Laser terapia, Tecar terapia, elettrostimolazione e idroterapia, che vengono utilizzate singolarmente o in combinazione a seconda del caso. I pazienti con sintomatologia meno grave vengono di solito dimessi e tornano in clinica 2-3 volte a settimana, mentre i pazienti più gravi è preferibile che rimangano ricoverati così da poter fare fisioterapia ogni giorno.

Quando il mio cane può tornare a casa dopo la chirurgia?

La durata del ricovero varia da paziente a paziente in base alla gravità dei segni clinici, alla presenza di dolorabilità, al grado di deficit funzionale e alla capacità di urinare spontaneamente. Generalmente tutti i cani rimangono ricoverati finché non riprendono un normale controllo della urinazione. Al momento del ricovero uno dei nostri fisioterapisti vi insegnerà gli esercizi di base che dovrete eseguire a casa per garantire un continuo progresso della guarigione anche a casa che verranno affiancati nella maggior parte dei casi a sedute di fisioterapia in clinica.

Quanto tempo ci vuole per recuperare una mobilità normale?

La velocità del recupero dipende dalla gravità dei segni clinici e dalla loro durata.
Pazienti che prima della chirurgia avevano solo dolore ritornano alla normalità in pochi giorni. Pazienti con debolezza grave o paralisi degli arti possono necessitare di 4-6 settimane. Purtroppo pazienti molto gravi esiste la possibilità che non recuperino malgrado le cure più assidue.

Come posso aiutare il mio cane quando tornerà a casa?

Nelle 4 settimane dopo la chirurgia è importante ridurre l’attività e garantire il riposo su superfici morbide, facilmente lavabili e che aiutino a prevenire i decubiti (i velli antidecubito sono ottimi).
Pazienti con debolezza o paralisi devono essere aiutati soprattutto a svuotare completamente la vescica, e eseguire quotidianamente semplici esercizi di fisioterapia che imparerete con i nostri fisioterapisti. Un programma di fisioterapia con almeno 2-3 sedute a settimana può accelerare molto la ripresa funzionale e aumentare la percentuale di successo.

Cosa posso fare se il mio cane non recupera una funzione adeguata degli arti posteriori?

Purtroppo non tutti i pazienti migliorano dopo una lesione grave, ma a molti di questi pazienti è possibile garantire un’eccellente qualità di vita con l’aiuto dei carrellini per disabili. In questi pazienti è necessario comunque un aiuto per mantenere la vescica vuota. Il modo più efficace e sicuro è imparare a svuotare la vescica del vostro animale con lo svuotamento manuale comprimendo l’addome. La tecnica è semplice e alla portata di tutti con un po di pratica, ed i nostri fisioterapisti e infermieri saranno in grado di insegnarvela in poche sedute nei giorni che precedono la dimissione.

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